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febbraio 2008
Primo convegno della Fondazione Novella Scardovi per ricordare la fondatrice
sabato 9 febbraio 2008
Riportiamo alcune parti dell’intervento di Lia Sanicola, docente di sociologia all’Università di Parma e nostra grande amica.
“Vorrei anzitutto sottolineare la speranza, il primo aspetto, più grande e più importante della stessa carità: dalla ricerca della casa, al vederla realizzata, allo sguardo portato sulle persone accolte o da accogliere, ma anche a quelle che non si è potuto accogliere e per cui si prega, ogni gesto è stato animato dalla speranza che la positività della vita vince sempre e diventa certezza in azione. Essa è stata alla base di ogni carità perché fondata sul giudizio come punto di radicamento forte, che tutto è possibile, anche il miracolo.
La speranza era un fattore caratteristico della personalità di Novella, ma è anche quello che gli amici e gli ospiti di quest’opera respirano e apprendono, una energia che li fa cambiare, li trasforma e li rilancia nella vita…”
“Senza la compagnia questa storia e quest’opera non ci sarebbe. È una compagnia senza ambiguità, in cui l’amicizia che si vive è fortemente radicata nel valore che la fonda, tanto che il venir meno di chi l’ha innescata non l’ha né compromessa, né snaturata, ma l’ha forgiata e paradossalmente potenziata, continuando a vivere perché il cuore di ognuno era fisso là dove era lo guardo, “guardando nel punto più alto”, diceva sempre Novella, il volto di Gesù.


